Un, due, tre per le vie di Berna!

image
Berna e le Alpi circostanti – Settembre 2015


Ok, alzi la mano chi abbia mai pensato di visitare Berna o ne abbia sentito parlare da pubblicità o tour operator?

Dunque vediamo, ah si lei laggiù (uhm no si sta grattando la pelata), va bene ho capito..nessuno!

Berna è come un vecchio portiere d’albergo, che con il suo sorriso rassicurante apre la porta e ti invita ad entrare nel suo mondo, con l’aria misteriosa di chi conosce antichi segreti e con la sicurezza di chi sà di custodire qualcosa di prezioso.

I mercati, dislocati in alcune piazze e vie principali della città vecchia, ti fanno respirare un profumo autentico, con le loro banchette e curiosità.

Vengo attratto da una confezione di more, che decido di comprare, fermandomi così ad osservare una partita di scacchi giganti all’estremità di una piazza, partita questa che oltre a me aveva attratto diversi passanti.

Berna è anche questo, una città che ti chiede di essere apprezzata con lentezza, perderti nelle sue vie, riscoprire le sue origini medievali.

Giocatori di scacchi - Settembre 2015
Giocatori di scacchi

I musicanti cubani che intonano al ritmo di chitarre e tamburi “guantanamera” strappano sorrisi e qualche passo di danza improvvisato, tre giovani ragazze intonano sotto ad un portico “Someone like you ” di Adele, un motivetto che ho fischiettato per tutto il resto della giornata.

È molto semplice visitare la città vecchia di Berna, perché si sviluppa lungo due vie principali nelle quali si possono ammirare la torre dell’orologio e assistere al cambio dell’ora meccanizzato, la cattedrale di St.Vinzenz ed il Palazzo federale con la fontana a 26 getti rappresentante tutte le confederazioni elvetiche.

Decido poi di visitare Einstein Hause, l’abitazione dove il fisico più famoso ed eccentrico al mondo risiedette per tre anni insieme alla moglie Mileva e dove scrisse diversi trattati a seguito della celebre teoria sulla relatività. Temevo fosse una “trappola per turisti” e, a mio modesto avviso, lo è stata. Con il biglietto costato 6 Chf è possibile visitare una stanza di non oltre dieci metri quadri ancora arredata con i mobili e le stoviglie del tempo, il piano superiore con dei pannelli esplicativi della carriera professionale, un video filmato in tedesco sulla sua vita ed una mostra di alcuni quadri di artisti contemporanei che esprimono la loro idea di luce e spazio.

Consiglio piuttosto una visita al Museo Einstein (è facilmente raggiungibile con il tram n.7), che più si sofferma sulla vita e le opere del grande scienziato.

Proseguo poi per una lunga salita verso il Rosenplatz, un parco molto ben curato (non c’era da aspettarsi diversamente) con diverse specie di rose di vario colore. La cosa che però maggiormente attrae la mia attenzione è lo stupendo panorama della città che si può ammirare, una piacevole sosta prima di proseguire oltre.

Berna è anche molto conosciuta per la prensenza di alcuni orsi, abitanti di un piccolo parco vicinissimo al centro. Al momento il sito è in ristrutturazione e gli orsi sono stati dislocati altrove. Sinceramente non sono favorevole a questo tipo di spettacolo ostentato e soprattutto poco naturale.

Concluso il tour tradizionale faccio una cosa che mi affascina sempre tanto: metto via la mappa della città e inizio a gironzolare per la periferia fino a perdermi.

Ho così potuto ammirare il cuore residenziale di Berna, un agglomerato di vie immerse nel verde, edifici dalle geometrie eccentriche, la riservatezza e misteriosità della periferia.

Non è raro imbattersi in partite di bocce tra giovani e anziani, capre e mucche che pascolano in prati ai bordi delle strade, ciclisti muniti dell’inseparabile caschetto provenire da ogniddove. Ho personalmente assistito ad un singolare dibattito tra tre signore, sull’ottantina, provenienti sicuramente dal sud Italia, mentre discutevano di politica svizzera e una delle tre urlava a gran voce: “E io pagooooooo”.

Finisco casualmente (e fortunatamente aggiungerei) sulle sponde del fiume Aar.

È qualcosa di sorprendente, già solo per il fatto che abbraccia la città e poi il colore dell’acqua così cristallino, direttamente dalle cime ancora innevate distanti un centinaio di chilometri. Ma la cosa più affascinante è la sua balneabilità: pur essendo a tutti gli effetti un fiume di montagna è profondo al centro poco più di due metri. È così preso d’assalto dagli svizzeri intenti a nuotare, praticare canoa e oziare tranquillamente a bordo delle sue rive. Da notare però, che la veloce corrente dell’acqua, frequente in questi fiumi, permette la balneazione solo a bagnanti prudenti e abili.

Per chi ha tempo a disposizione consiglio una “gita fuori porta” a Gurten, dove poter godere di una vista mozzafiato delle Alpi e delle valli circostanti, oltre che ad un grandissimo parco attrezzato per i bambini.

Due giorni sono per tanto, a mio parere, l’ideale per cogliere il ritmo delicato e nobile di questa ricca capitale svizzera.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...