Il sabato del villaggio..svizzero

Biciclettando per Trubschachen - Settembre 2015
Biciclettando per Trubschachen – Settembre 2015

Quando avevo quindici anni spopolava in tv “Mai dire Gol” e con esso una sit-com proposta da Aldo, Giovanni e Giacomo chiamata “Tv Svizzera” dove si riproponeva una lettura ironica di “Ultimo minuto” programma che ripercorreva situazioni di pericolo terminate a lieto fine.

Nella Tv Svizzera i tre protagonisti, Sig.Gervasoni, Sig.Rezzonico e il polizziotto Huber, con una parlata alquanto bizzarra erano attori di storie buffe e surreali ambientate in Svizzera, presentata come la patria del “normale”, dove non succedeva mai nulla di eclatante e straordinario.

Fu così che sabato Tobias mi propose di andare a mangiare a casa di sua madre con le sorelle e le rispettive famiglie: adoro così tanto osservare usi e costumi che non ho esitato un attimo ad accettare.

La madre di Tobias abita a Langnau così mi presentai insieme a lui, Olga e Veronica con in mano una cesta con sei bottiglie di birra, perché a tavola, mi hanno spiegato, si beve sopratutto birra.

Mi tolgo le scarpe come da consuetudine e salgo a salutare la padrona di casa che con un italiano arrabattato mi accoglie gentilmente. La prima cosa che faccio è fare i complimenti per la casa, mi piaceva davvero, un openspace molto luminoso.Tobias mi guarda come fossi un alieno, dicendo che nella loro cultura non è previsto fare i complimenti per la casa e le mie parole gli suonano così strane!

A tavola siamo in dieci: 3 bambine, 6 adulti e 1 italiano imbucato. Si parte con un’insalata mista, assolutamente da mangiare senza pane (anche perché non c’era) per poi lasciare spazio al pezzo forte della serata: sua maestà la Raclette. Si tratta di uno dei piatti tipici della tradizione Svizzera come la fonduta, con la quale condivide il fatto che è il formaggio l’attore principale.Il segreto della Raclette sta nella procedura: tavola imbandita, al centro una piastra rovente, vassoi con diversi tipi di formaggi già tagliati (normale, al pepe, affumicato, paprika), ogni commensale è munito di una “mini cazzuola” in plastica e una paletta in legno.Pronti via, ciascuno sceglie il suo formaggio, lo mette sulla cazzuola e lo posiziona poi nella piastra. Dopo pochi minuti il formaggio è fuso e aiutandosi con la paletta in legno lo si mette nel piatto.

È proprio il gesto di raschiare, scrostare il formaggio (dal francese racler) che dà il nome al piatto.Come da tradizione, anche nella nostra cena erano presenti le patate bollite sopra le quali far colare il formaggio fuso e zucchine sott’olio che in lingua tedesca chiamano, con tono austero, “zuchetti”.

La mia timidezza a tavola scompare magicamente, riuscendo così a destreggiarmi con abilità tra piattini, palette e piastre. Avendo in testa le parole del Sig.Rezzonico “potevo rimanere offeso” mi sono premurato di non scottarmi, seppur desideroso di saggiare cotanta bontà!

Sapete che vi dico: che mangiata!! C’è chi lo definisce un piatto prettamente invernale, e lo posso capire, ma a mio avviso la Raclette ha come arma vincente il fatto di portare alla convivialità, fattore questo spendibile in ogni stagione. È stata occasione per me di chiacchierare con gli altri invitati, in attesa che la nostra fetta di formaggio si sciogliesse. Continuo ad essere visto con curiosità, quindi qualsiasi differenza tra noi e loro, vuoi linguistica che culinaria, è motivo di argomentazione e relativo approfondimento.

Vi ho tenuto nascosta la chicca di giornata. Subito dopo cena, salutato e ringraziato tutti calorosamente, sono andato a vedere una partita dello sport più seguito in Svizzera: l’hockey su ghiaccio.A contendersi i tre punti in palio Tigers Langnau-Lions Zurigo. La cosa fuori di testa è il clima: per essere un piccolo paese abbarbicato tra le montagne, al palazzetto erano presenti almeno duemila persone, molte delle quali indossanti la muta da gioco dei loro campioni, si sprecano cori, le bandiere sventolano, la birra scorre a fiumi.

Tigers vs Lions
Tigers vs Lions

Sono convinto che l’hockey abbia lontane origini orientali, perché dopo i pattini su ghiaccio, il dischetto da colpire con la mazza, c’è la lotta! Si sono dati tante di quelle mazzate che la mia espressione era simile a quella del protagonista de L’urlo nel celebre quadro di Munch. La mossa che preferisco è quando si spingono volontariamente contro le barriere di plastica delimitanti il campo.

Finisce 6 a 4 per gli ospiti provenienti dalla ricca Zurigo. Seppur attorniato da musi lunghi e affranti esco dal palazzetto con il sorriso stampato in volto per aver vissuto un intenso sabato svizzero.

E come dicevano i personaggi della Tv svizzera: “Tutto è bene quel che finisce bene!”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...