E se fosse..la Svizzera?

Valle dell'Emmental - Settembre 2015
Valle dell’Emmental – Settembre 2015

Un salotto, una conduttrice ex soubrette molto famosa e un telefono, rifacciamo: un prato verde con mucche al pascolo, un “girandolone” moro con la barba incolta e un blog…giochiamo al gioco del “Se fosse..?”.

Questa volta però invertiamo le regole: dopo 5 lunghe e intense settimane vi parlerò della Svizzera!

Se fosse un cibo? Sarebbe un Minestrone

26 cantoni, 5 lingue parlate in un calderone di culture, influenze, inflessioni dialettali e curiosità folcloristiche. La Svizzera è così, un miscuglio di sapori che sembra non si sposino l’un con l’altro ma che in verità offrono una miscela assai invitante. Il cantone francese appare così delicato e un pó altezzoso per riscoprirsi poi accogliente e curioso mentre quello tedesco duro e austero, una volta divelta la scorza croccante lascia gustare il proprio sapore deciso e speziato.

Se fosse un detto? “Ogni lasciata é persa”

E dire che di locali ne ho girati, di piatti o bevande ne ho sperimentati ma mai come in Svizzera i camerieri sono..di fretta! Immaginate la scena: seduti a un tavolo, con un bel bicchiere di rosso della vallata, tra chiacchiere e risate, o nel mio caso nel tentativo di intraprendere una conversazione con delle persone appena conosciute. Alla prima ordinazione tutto va bene, i sorrisi e le gentilezze si sprecano, ma è dopo quindici minuti che quando vedi ritornare la cameriera chiedendoti cos’altro vuoi da bere che la situazione cambia. Sia chiaro, ognuno è libero di adottare la propria filosofia di vendita, e se fossimo in una birreria tedesca dove la pinta costa due euro ci potrebbe anche stare, ma ci troviamo in Svizzera, dove un calice di vino dei più semplici costa a partire da dieci franchi e il buon costume di offrire a tutti un giro è presente pure qui. Io la guardo sorridente e le rispondo: ” No, merci”. L’espressione in volto cambia come per dire “È allora cosa ci stai a fare qua?”. I commensali se la ridono e mi spiegano poco dopo che è normale per loro avere questa pressione nei consumi, che il tempo nei bar è denaro (e forse in qualche bar italiano anni ’80 è stato Den Harrow).

Se fosse un titolo di un film? “Come te nessuno mai”

La Svizzera è semplicemente incantevole, tutto quello che puoi immaginare è presente nella realtà: boschi di un verde intenso, ruscelli che sbucano da ogniddove, città attrezzate a misura d’uomo, servizi ed eventi. La vita del turista è però messa a dura prova dal costo della vita che fa dell’Elvetia uno dei paesi più cari al mondo. Eh si, tutto è moltiplicato per quattro come del resto i loro stipendi.E allora come fare? Il mio consiglio, sloggeggiando ancora per film, è darsi al “pane, amore e fantasia”.Partendo dal presupposto che tutto è straimmotivatamente costoso, cercate la vostra strada per riuscire a risparmiare il più possibile e godervi il soggiorno senza pensieri. L’unico consiglio che vi dó è legato ai trasporti: il detto “essere puntuali come un orologio svizzero” qui la fa da padrone, spaccano il minuto e potrete così  star tranquilli di non incorre in spiacevoli ritardi. Il sito della compagnia di treni di bandiera http://www.cff.ch mette ogni giorno delle offerte speciali nella sezione dedicata, stay tuned!

Se fosse un mezzo di trasporto? Sarebbe un tandem

Lo svizzero medio a tavola è pressocchè sgangherato. La cosa che mi fa più di tutte impazzire è questa forte tendenza di tenere divisa la pasta dal condimento. In pratica, e pure con tanto orgoglio, presentano a tavola due pentole una con la pasta appena scolata e l’altra con il condimento di turno. Io ho provato in mille modi a spiegare loro che mischiando il tutto a pasta appena scolata il sapore sarà eccellente ma la loro reazione è sempre stata timida e diffidente. La fantasia devo dire però che non manca: in un pranzo,  che rimarrà sempre impresso nella mia memoria, ho mangiato spaghetti con trippa di pecora e fagiolini…

Se fosse un gioco in scatola? Sarebbe Monopoli

Costruire in economia - Monteriggioni 2015
Costruire cheap – Monteriggioni 2015

Lo so cosa state pensando: ” Si è lamentato finora dei prezzi e adesso ci consiglia di acquistare casa”, no, niente di tutto ciò. Adoro le città svizzere, così eleganti, ordinate e di classe. La prima impressione che ho avuto è stata come quando ricevo visite inaspettate a casa e mentre trovo un diversivo nascondo il più possibile in fretta e furia sotto tappeti, cassetti e armadi.Invece questa mia idea è stata ben presto smentita dal fatto che l’accessibilità e il funzionamento sono per loro una regola di vita. Avete l’imbarazzo della scelta su dove andare: la mia città preferita rimane Berna di cui già ho scritto, ma troverete sicuramente piacevoli sorprese anche da Basilea e dai piccoli paesi sul Lago di Ginevra.

La playlist del viaggiatore in Svizzera

Ecco le canzoni che vi consiglio di mettere nella playlist durante il vostro viaggio in Svizzera.

  • Numero Uno – Matze Knop  Ideale se siete diretti nella parte tedesca, utile a scherzare insieme a loro sui luoghi comuni che ci contraddistinguono.
  • Me Voy – Julieta Venegas  Perdersi tra le verdi colline, immaginando scenari inesplorati.
  • Someone like you – Adele  Le luci soffuse d’inverno, la cioccolata calda, la pioggia che scende lentamente.
  • Made in Heaven – Queen L’atmosfera dei laghi, i colori dell’imbrunire. Lo scampanio dei pascoli.

E come diceva una famosa pubblicità di camicie: ” E se è piaciuta a me..buona Svizzera a tutti!”.

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