Il cavolo del mio giardino non ci sta bene nella tua minestra

Apparenze

Il titolo dice già tutto..oggi vi parlerò del museo Magritte di Bruxelles!

Ma il cavolo nella minestra cosa caspita c’entra?? Assolutamente nulla, ma avete appena fatto il primo passo dentro al mondo di René Magritte.

Per Magritte dipingere era rappresentare la realtà dei fatti, cercare di capire il mistero che le situazioni possono fare trapelare.

Riteneva che i titoli non richiamino affatto i quadri poiché il quadro può fare arrivare in posti diversi, come diversi possono essere i commenti.Proprio per questo ogni domenica riuniva i propri amici attorno ad un tavolo e lasciava a loro il compito di trovare un titolo alle proprie opere. È da qui che sono nati titoli pressoché bizzarri e apparentemente fuori tema.

C’è distanza tra oggetto e rappresentazione: quella nella foto secondo voi è una pipa? No, non lo è! Potete mettere al suo interno del tabacco? No? Allora non è una pipa!!

Per molti possono sembrare, per usare un francesismo, “seghe mentali”, a me personalmente ha colpito molto.

Sarà per il mio fare un pó razionale, ma preferisco un’immagine concreta dalla quale l’artista prende il via piuttosto che astrattismi o licenze creative di complicata interpretazione.

Magia Nera
Magia Nera

Magritte dipinse ben dodici quadri intitolati Magia Nera (probabilmente gli amici della domenica gli hanno voluto fare un bel dispetto), ma questa donna per metà umana e metà cielo riscosse un grandissimo successo.

La fama di Magritte arrivó tardi, e lui si accorse a malincuore che il pubblico prediligeva i suoi quadri più per i colori che per l’insieme.

Decise di fare molte repliche dei quadri più famosi senza però perdere la propria idea di senso e ricerca.

Magritte infatti voleva utilizzare la pittura come mezzo di scoperta: come gli altri usano la matematica e la fisica lui cercava di studiare il mistero delle cose attraverso la pittura.

“Ignoro la vera ragione per cui dipingo come ignoro la vera ragione per cui viviamo e moriamo” diceva. Beh, quantomeno ha dato sfogo alla passione che sentiva forte dentro di se e penso che sia una delle più grandi vittorie che abbia ottenuto.

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