Le strade di Berlino sono tutte diverse

Incontro di mani - Berlino 2015
Incontro di mani – Berlino 2015

Viaggiare fa sempre rima con scoprire, guardare con nuovi occhi, abbandonare la mente spesso racchiusa in fastidiosi schemi ideologici.

Tutti mi parlavano di Berlino come la più cosmopolita delle capitali europee, una città dove la parola annoiarsi non esiste, dove si costruisce il futuro e in tanti la scelgono per coltivare le proprie aspirazioni.

Penso che un turista non troverà nulla di tutto ciò, perchè Berlino è stramaledettamente normale!
Si è vero, c’è un ordine e un rispetto che non trovi in una piccola città italiana figuriamoci in una grande capitale, negli ultimi cento anni hanno stravolto le molecole identitarie dei loro DNA e di quelli del mondo intero attraverso fatti di una tragicità e stupidità (mi permetto) unica, ma sono convinto che non sia questo a fare la differenza, centinaia di capitali e città ti rapiscono allo stesso modo.

Allora cosa rende Berlino così ricercata, attesa, desiderata?.

Io l’ho vista come quei souvenir dove dentro ad una palla di vetro c’è un’immagine tridimensionale e quando viene agitata energicamente si scatena una bufera di neve.
Ecco, dentro alla palla di Berlino immaginate una moltitudine di persone di diverse etnie, colori, lingue, mode, culture, stravaganze, wurstel e crauti, sciarpe e zainetti, non incollati alla base e immobili.
Che impressione vi ha fatto questa immagine? Personalmente mi ha suscitato emozioni di estraneità e distacco, cosa ci faccio io in mezzo a questo zibaldone di estranei?.

Poi sono entrato dentro a questa palla e qualcuno l’ha agitata: tutte le persone hanno iniziato a muoversi liberamente, nel mezzo di una “bufera di neve”, in un turbinio di colori, noncuranti delle pose che tenevano perché era così che si volevano muovere.

Berlino non vuole apparire, non le interessa, è naturale, ed è proprio questo che te ne fa innamorare.

Le strade a Berlino sono tutte diverse e non sai mai quale meraviglia o stravaganza aspettarti. Ho visitato un negozio interamente dedicato ai calzini, uno alle maschere e l’altro a spade e armature medievali.
Capita di perdersi tra le sue vie, specialmente nel triangolo composto da Alexanderplatz, East Side Gallery e Check Point Charlie, e ritrovare murales ai lati di grandi palazzi di una eccentricità unica, piccoli locali con grandi vetrate dove il tempo sembra di colpo fermarsi, i canali che imperturbati dividono in più parti la città e ne fanno intravedere un’ulteriore sfaccettatura.
Cresta, chiodo, jeans, gonna o kilt scozzese, non importa a nessuno cosa indossi, importa quello che hai da proporre.

La cosa che più mi ha colpito di Berlino è stata la voglia di rinascere.
Completamente rasa al suolo, segmentata in più frazioni, ha trovato il coraggio di ripartire, investire e concedersi una nuova opportunità.

Le strade di Berlino sono tutte diverse perché anche in questo istante, che tu te ne accorga o meno, qualcosa sta cambiando.

 

 

 

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