Impara l’arte

Credo che ognuno abbia i suoi punti di equilibrio. Li chiamo al plurale perché comprendono mille aspetti. Ci sono “mancanze” che spesso ci portiamo dietro dall’infanzia che squilibrano la bilancia del nostro IO. Qualcuno si starà chiedendo “Eh va be, non potrò mica arrivare dappertutto”.E’ vero, ma riconoscere quei pezzi di puzzle mancanti e cercare il giusto incastro con la nostra vita attuale sono un sinonimo di maturità che non può fare altro che gratificare il nostro spirito.Io personalmente ho sempre lavorato molto con la testa. L’usare le mani mi piace ma è una cosa che ho sempre lasciato fare agli altri. Non per pigrizia, assolutamente, forse più per impaccio.

mani_mamma_cucire

Quel imbarazzo che ti viene quando non sei pienamente sicuro nel fare qualcosa, tanto da lasciarlo fare agli altri.Sarà per questo che tutti i lavori manuali che mi sono capitati nell’ultimo anno mi hanno dato grandi soddisfazioni. C’è un gusto particolare nel saper usare bene le mani. Un gusto che nessuna connessione logica può dare. Forse è un ritorno alle origini, alla parte più umana che risiede in noi.
Partire per un lungo viaggio necessita di un grande equilibrio. Prima di tutto interiore. Dare risposta a tante domande, cercare di essere in costante ascolto con se stessi. E poi c’è l’organizzazione vera e propria. Quante volte ho sentito: “Mollo tutto e parto come fai tu”. Bellissimo proposito..ma lo sai quanto è faticoso? E’ l’aspetto emotivo che secondo me deve essere molto forte. E’ il motore trainante che ci permette di fare tutto.

mattarello-sfoglia-mani
Ma vogliamo parlare della logistica? Ho già scritto in merito alla mia vagabond list. Sono soddisfatto perché con il dovuto tempo sono riuscito a sistemare tutte quelle piccole cose burocratiche che sono sempre molto fastidiose. Dal recedere dal contratto d’affitto, al trasloco sino ai documenti per il viaggio, assicurazione e medicinali. E’ una sicurezza questa che va costruita. A dire il vero è la mia sicurezza. Perché non mi preoccupa affatto di dove andrò, dove dormirò. Inizio a conoscermi abbastanza bene come viaggiatore che sono sicuro che troverò sempre una valida sistemazione. Ma tutti quegli aspetti di contorno li voglio ben bene risolti.Ma torniamo al saper fare! Dopo che mi sono cimentato con il giardinaggio, l’orto e la vita all’aria aperta sentivo la necessità di cambiare ambito. La prima cosa che ho pensato è stata a cosa in viaggio potessi avere la necessità di saper fare. La voce bucato e stirare sono già spuntate da tempo. Era ancora vuota quella del saper cucire. Mia mamma si è resa così disponibile a farmi provare e riprovare vari modi di attaccare un bottone. Niente di più facile vero? Mah, ve lo saprò dire quando arriverà l’occasione di doverlo fare. Spesso mi scordo le procedure. Quello con mia mamma è stato in ogni caso un bellissimo spazio di condivisione. Si può parlare tanto con i propri genitori, ma il piacere e la leggerezza di condividere qualcosa insieme è unico.Se non ricordo male: pareggio filo, inumidisco con le labbra, passo dentro la cruna dell’ago e “pirullo” un’estremità fino a a creare un nodino. Obiettivo raggiunto!

cucito_bottoni
La seconda cosa che volevo assolutamente imparare a fare era la pasta fatta in casa.Già durante il mio vagabondare per l’Europa lo scorso anno, diverse volte mi sono sentito chiedere: “Allora italiano, cosa ci cucini di buono?“. Ne sono sempre uscito piuttosto bene con qualche carbonara o straccetto all’aceto balsamico. Ma volete mettere la possibilità di fare la pasta al mattarello?.

sfoglia_tracciare_rondella

Era un’opportunità che non mi volevo precludere.Un esperienza in più da mettere nel mio bagaglio e una tacca verso l’alto della bilancia. La mia amica Sabrina è stata molto paziente. Sarà che mi conosce bene, ma ha gestito tutto in modo piacevole e divertente. In una mattinata abbiamo preparato quattro uova di tagliatelle e due di cappelletti ripieni ai formaggi. Ovviamente poi a pranzo ce li siamo pure mangiati!

tagliere_tagliatelle_strisce

Devo dire che il risultato è stato davvero eccezionale. Chissà se in Sud America riuscirò a riproporre qualche specialità nostrana. Io mi sono appuntato ogni dettaglio. In ogni caso credo di aver aumentato di un minimo la mia autostima. E questo risultato me lo metto comunque in bacheca. E’ proprio il caso di dire..Impara l’arte e mettila da parte.

 

 

 

 

 

 

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