Siviglia è un particolare

La prima volta che venni a Siviglia, quattro anni fa, fu l’inizio di un viaggio indimenticabile. Tre grandi amici, una macchina a noleggio e tanta spensieratezza lungo le strade di una terra aspra e accogliente chiamata Andalusia. Imparai tanto da quell’esperienza. Ho capito la bellezza e la novità date dall’imprevisto. Iniziai lentamente ad accantonare la precisione e la maniacalità nell’organizzare. Ora ritrovo Siviglia, sempre a Luglio, con il termometro stradale che indica 40 gradi. La ritrovo intatta nel suo fascino, che non ti viene a chiamare con veemenza, ma ti invita. Forse sono io ad essere cambiato, a guardarla con altri occhi. Perchè Siviglia è un particolare.

ballerina_statua_siviglia

E’ una donna che canta una canzone gitana, accompagnata da una chitarra, sul terrazzo dell’abitazione dove risiedo. Siviglia è un telo bianco, che si erge tra i palazzi per far sentire meno ai passanti la morsa del caldo. Siviglia è l’oste di un chiringuito che ti offre un altro giro di vino e ti racconta della sua terra. Siviglia è il flamenco, più che un ballo un arte.

libri_mujeres_siviglia
Non parlerò delle principali attrazioni di questa città. Esistono tante recensioni che le descrivono a dovere. Mi limiterò solo a dire una cosa: Quanto è bella Plaza de Espana! Credo che non mi stancherò mai di visitarla. Sedermi in qualche sua panchina in ceramica, tra le tante decorazioni colorate sotto il fruscio incessante della fontana principale. Sembra di leggere un Bignami di geografia e storia spagnola in un colpo solo. I quattro ponti rappresentano gli antichi regni di Spagna. Mentre attorno al palazzo sono presenti quarantotto panchine decorate con mosaici, riproducenti le mappe e gli stemmi delle altrettante province spagnole. E poi quei forti richiami all’arte araba. Classe, tradizione ed eleganza custodite in maniera impeccabile.Basta basta, avevo detto che non mi dilungavo.

Plaza_Espana-Ceramica
E’ invece di un altro particolare di Siviglia che vi voglio parlare.Al di fuori del centro storico, ma ben collegata dai bus cittadini, si trova adagiata su una sponda del fiume Guadalquivir, l’Isla de la Cartuja. Lontana dal turismo di massa, è una meraviglia che vale la pena di essere visitata. All’inizio fu un monastero, parliamo del XIV secolo. Ospitato dai monaci risiedeva spesso anche Cristoforo Colombo. Fu tra queste mura infatti che prese corpo e sostanza la sua seconda spedizione americana. Come tutte le belle storie, c’è però sempre qualcosa che andò storto. Un terremoto e i saccheggi delle invasioni napoleoniche costrinsero i monaci a rifugiarsi altrove e l’edificio rimase in disuso per secoli.

ingresso_isla_cartuja

Un imprenditore inglese, tal Charles Pickman, nel 1839 rilevò il complesso per destinarlo per più di un secolo a fabbrica di ceramica. Divenne finalmente un bene comune della città nella metà degli anni Ottanta, quando venne ristruttarato in occasione dell’Expo del 1992. Passengiando al suo interno potrete facilmente osservare il contrasto delle sue differenti destinazioni d’uso nel tempo. Viali alberati, pozzi, un colonnato ad archi che costeggia tutto il perimetro interno sono affiancati ad una torre per la produzione di ceramica e strutture industriali.Si chiama ancora Isla ma ora isola non è più. Infatti il fiume Guadalquivir che abbracciava l’antico monastero è stato deviato, passando ora solo per un lato. Da qualche anno Cartuja è la sede del Centro Andaluz de Arte Contemporaneo. Esposizioni permanenti e temporanee sono adibite nei numerosi locali.

dettaglio_statua_ingresso

Io e l’Arte Contemporanea

Se dovessi dare una definizione di questo rapporto direi: Un amore complesso che fatica a decollare! Il primo approccio fu nel 2007 quando andai alla discussione della Tesi di laurea di una mia cara amica all’Accademia delle Belle Arti di Bologna. Lei presentò un’elaborazione fotografica molto interessante. La sua compagna di corso invece, nella sala adiacente, proiettò un filmato sul muro che si autoriproduceva, una specie di gif dell’epoca. La proiezione vedeva lei, la laurenda, completamente nuda mentre in aperta campagna mangiava petalo dopo petalo un fiore di campo. Mi ricordo che rimasi a guardarla sbigottito. Si, osservare una bella immagine di nudo fa sempre piacere, ma la mia domanda era “Perchè??”. Da quel giorno ho avuto modo di visitare altre famose esposizioni in Italia oltre al celebre Tate Museum di Londra. Oramai mi sono affezionato all’arte contemporanea. In primis perchè libera l’immaginazione. Mi piace fantasticare su come un cumulo di sabbia accatastato in un angolo di una sala abbia smosso la psiche e l’interiorità di qualche artista.E poi perchè mi libera per un attimo da quei legacci ideologici che troppo spesso mi imbrigliano. Tanta libertà di pensare e di esprimersi, forse anche il mio modo di viaggiare è una forma d’arte.
Qui all’Isla mi ha impressionato una sala molto grande, dove attorno a tutte le pareti era proiettato un filmato di persone ben vestite che conversavano animatamente durante un banchetto. Quel vociare fragoroso ti dava la percezione di essere parte integrante della serata. Seppur in t-shirt e pantaloncini corti ho iniziato a salutare i presenti, ringraziando per l’invito. Poi, prima che dalle telecamere se ne accorgessero e chiamassero la neuro, sono uscito. Ma l’arte contemporanea penso sia anche questo. Un mettersi in gioco, dando il proprio contributo interpretativo ed emotivo.

ideology_arte_filmato

Ma è stato un altro filmato a colpirmi maggiormente. Un ragazzo ed una ragazza a fianco ad una cartina del Sud America riproducevano suoni onomatopeici.Bro-Bra-Bre-Bri-Bru chiosava lui. Dro-Dra-Dre-Dri-Dru ribatteva lei per poi concludere a gran voce con: Ideology. Ma che cosa avranno voluto trasmettere?. Esco proprio soddisfatto dalla visita all’Isla de Cartuja, un pomeriggio alternativo in un luogo a dir poco affascinante.
Dopo due giorni a Siviglia è il momento di dire Hasta Pronto a questa bellissima città. Abbraccio Barbara ringraziandola per l’ospitalità e la gentilezza e aspetto Daniel, un ragazzo spagnolo che tramite Blablacar mi porterà alla prossima destinazione..Huelva!

Se Fosse Siviglia?

Un colore: Amaranto
Una parte del corpo: Mani
Una canzone: The rhythm is magic (Marie Claire D’Ubaldo)
Un mezzo: Tandem
Un elemento: Fuoco

 

 

 

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