Costa della Luz: meravigliarsi alla leggera

Il viaggio di blablacar con Daniel è stato fortunatamente veloce. Per carità erano tutti ragazzi molto tranquilli, ma parlano lo spagnolo troppo velocemente. Ci siamo limitati a dire quanto fosse bella l’Italia e di come si mangia bene a Bologna. Questo è il problema, la localizzazione. Quando mi chiedono da dove vengo un tempo attaccava la risposta “I live between Rimini and Bologna” che per un forlivese purosangue come me è già un compromesso difficile. Qua pare che di Rimini proprio non ne abbiano mai sentito parlare. Perciò mi tocca mestamente rispondere che abito vicino a Bologna. Huelva è la provincia dell’Andalusia più vicina al Portogallo, distante una cinquantina di chilometri. Per me è solo un canale di snodo perchè la mia direzione è Mazagon, una piccola località di mare sulla Costa della Luz.E’ la prima volta che utilizzo un mezzo pubblico durante questo viaggio.Neanche a dirlo, dopo una mezzora di viaggio si sente un forte odore di bruciato provenire da fuori. L’autista ci fa scendere tutti di corsa dall’autobus. Del fumo sta uscendo da una delle ruote posteriori.

pullman_autista_guasto

Munito di estintore cerca di capire come risolvere il problema. Della gente si avvicina a me chiedendomi un parere ma il mio “No hablo en espanol” li fa andare altrove alla ricerca di una risposta. Dopo una ventina di minuti, mentre il fumo continuava ad uscire, arriva un altro pullman che ci porta a destinazione.
Mazagon è una tranquilla località di mare,per di più utilizzata dagli andalusi come seconda residenza estiva. Il litorale è fatto a semicerchio, così da vedere gran parte della costa culminare con un bellissimo faro.L’attrazione di giornata penso sia stata vedere arrivare in spiaggia un ragazzo con un grosso zaino sulle spalle.Bello fiero mi sono posizionato poco distante da riva, stendo il telo in microfibra e uso lo zaino come cuscino.

spiaggia_mazagon_zingaro

Di sicuro un modo alternativo di fare spiaggia.Però mi sento incredibilmente bene. Quando sei certo di non conoscere nessuno la parola d’ordine è essere se stessi.Diventa tutto più facile, tutto a misura di quello che ti va di fare. Ho però capito perchè gli spagnoli sono muniti di sdraio e ombrellone.Il sole si fa sentire e pure parecchio. Cerco di smorzare la cosa facendo per due volte il bagno, in un’acqua bella fredda. Il mio colore dopo due ore di spiaggia è a dir poco aragosta. Maledetta quella volta in cui ho pensato:”La crema solare poi la compro una volta arrivato”.
Verso sera incontro Francisco, il ragazzo spagnolo che si è offerto di ospitarmi tramite couchsurfing.Ho già avuto modo di scrivere di questo sito.Lo trovo un mezzo geniale per conoscere persone del posto e vivere a pieno l’esperienza del viaggio. A Forlì, che non è per definizione una gran meta turistica, ho ospitato diversi viaggiatori che passavano da lì durante una loro tappa alla scoperta dell’Italia. Non è una questione di soldi. Si trovano tranquillamente ostelli molto economici.Ostelli pieni di turisti stranieri come me. Il couchsurfing ti permette di conoscere, seppur per poco, realmente la gente del posto, le sue tradizioni e il loro modo di vivere.La sera ho cenato insieme a Francisco e un suo collega veterinario in un ristorante di Mazagon.Mi hanno fatto assaggiare tutte le specialità di mare tipiche del sud dell’Andalusia. In particolar modo le couquinas (vongole saltate in padella con spezie), el cocho (calamari fritti), las boquerenos (una specie di sarde marinate) per finire con un ottimo “pulpo”alla griglia.

pulpo_cena_mazagon

Tornati a casa ho fatto assaggiare loro il Mirto, un regalo che un amico mi aveva portato di rientro dalle vacanze in Sardegna. Ci siamo confrontati tanto, io con uno spagnolo improvvisato, sulla nostra passione per i viaggi e sulle nostre vite. Incontrare altri viaggiatori è un modo di sentirsi accolti pur essendo molto lontano da casa.
La mattina seguente ho fatto un’esperienza davvero interessante. Non vi ho detto infatti che Francisco è il direttore del Parco naturale della Donana. Una riserva di oltre 543 km2 tra i Parchi protetti più grandi della Spagna.Con noi anche tre ragazze delle Isole Canarie, una delle quali è un medico marino che in passato aveva lavorato con Francisco.
Il Parco naturale della Donana si sviluppa su tre differenti aree naturali. La prima è composta da lunghe distese aride, intervallate da laghetti naturali. Qui abbiamo incontrato cavalli al pascolo, fenicotteri, e falchi. In questa stagione una specie protetta di passero multicolore migra in questo parco dal Marocco.

capriolo_parco_donana

La seconda area è composta da una vegetazione ricca e incontaminata. Ho perso il conto di quanti cervi, caprioli e cinghiali ho visto scorazzare liberi. Ma è un’altra la regina di questo parco.Vivono qui infatti ventinove esemplari di lince pardina. Un’animale protetto che viene continuamente monitorato dagli operatori del parco che ne studiano gli atteggiamenti e le condizioni di salute.L’obiettivo è quello di poter reinserire le linci nelle loro zone di origine in Spagna e Portogallo.Purtroppo ho potuto ammirarle solo attraverso un monitor mentre spaparanzate in una grotta stavano facendo siesta. La terza area è quella desertica. E’ impressionante lo stacco che si ammira dalla verde vegetazione alla sabbia. Ettari di deserto dove vivono piccoli animali e dove viene raccolto il plomo.

vista_deserto_donana

Si tratta del piombo, che qui si sviluppa in microunità e che poi viene raccolto con molta pazienza. Questa riserva è davvero stupenda. Non è un caso che il giorno seguente sarebbe arrivato il Presidente della Spagna insieme alla moglie per passare qui le sue vacanze. Consiglio a chiunque decidesse di viaggiare in Andalusia di passare una giornata alla scoperta di questo parco.Questi giorni a Mazagon per me hanno voluto dire leggerezza. Quella di essere accolto e sentirsi come a casa. Quella di chiacchierare come ci si conoscesse da tanto. Quella di non aspettarsi nulla.

salto_sabbia_donana

Non poteva esserci miglior conclusione di una festa in spiaggia. Un gruppo suonava le cover di una storica band spagnola degli anni Novanta.Le ragazze e Francisco erano totalmente scatenate.E’ difficile essere un campione di Sarabanda in terra straniera. Ma dimenticando il mio passato mi sono subito lanciato in pista. La mattina seguente con un bus ritorno a Huelva dove mi attende un altro blablacar. Con Romeo infatti passerò il confine arrivando a Faro, la prima tappa della mia avventura portoghese.

Se fosse Mazagon?

Colore: Arancione
Accessorio: Cappellino
Frutto: Ananas
Canzone: Acabo de llegar (Fito & Fitipaldis)
Animale: Lince
Mezzo di trasporto: Furgoncino

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...