Viaggi & Miraggi: SINTRAvede la perfezione

“Ho visto le foto, è stupenda”, “Da là ci devi passare per forza”, “Poi è Patrimonio dell’UNESCO”. Io in genere diffido da queste informazioni garantite. Perché la bellezza, specialmente quando si è in viaggio, è qualcosa di estremamente relativo. Ho visto gente emozionarsi davanti ad un paesaggio mentre qualcuno al suo fianco giocava con lo smartphone. Una ragazza incantata da un quadro mentre il compagno sonnecchiava sul divanetto del museo. Cos’è che ci fa dire:” Ma che bellezza!“. Su questo non riesco a darvi una risposta netta. Ammetto che a volte potrei essere io quello che si addormenta o rimane asettico di fronte a qualcosa di collettivamente bello.

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È questo che traina la passione per i viaggi. Perché non è una moda, un trend che tutti adottano per un dato periodo. È un desiderio, che ti porta  a scoprire, voler andare oltre. E questo desiderio ognuno lo modella a suo modo, nella misura che più lo fa sentire vivo. Ovviamente parlo di viaggio, non di villeggiatura. Ma di questo magari un giorno scriverò in maniera più approfondita. Arrivo a Sintra in treno e appena uscito dalla stazione vengo accolto da un cielo molto nuvoloso, che minacciava pioggia.Cartina alla mano mi metto in cammino. Il tempo, per via del forte vento, cambia molto velocemente. Sintra è un piccolo paese, incastonato tra le montagne, a una mezz’ora di treno da Lisbona.

Piazza_Sintra_Panorama

Prima sotto il dominio dei mori e successivamente sotto il regno portoghese, venne utilizzato in diversi modi. Ma andiamo per ordine. Arrivo in centro e per un attimo penso di essere finito a Manhattan. No, non sto parlando di grattacieli, ma di gente. Ovunque e impazzita.  Dentro pullman a due piani, a piedi, ingurgitando cibi, in tuc tuc turistici. Credo di essermi sentito meno soffocato in piazza El Fna a Marrakech, e questo è tutto un dire. Dovete sapere che chi viaggia in solitaria dopo un pò inizia a detestare la folla. Perché spesso si è da soli o in compagnia di pochi. Ed è lì che si assapora la qualità. Nelle relazioni, nelle escursioni e nei gesti. Raquel, la ragazza portoghese che mi ospita tramite couchsurfing, mi ha dato delle indicazioni precise. “Il palazzo della Signoria è bello, vedrai quadri, arazzi e sculture.Cosi come il castello, la torre di guardia, la camera del re. Queste cose però le puoi vedere ovunque, no? Mattia, la vera Sintra la trovi a Quinta de Regaleira”. Che dire, sembra quasi mi abbia letto nel pensiero. Infatti quando visito palazzi o castelli ho sempre la stessa sensazione. Quella di essere sopra una scala mobile di un centro commerciale. Di passaggio mentre non vedo l’ora di raggiungere l’uscita. Arrivo a Quinta de Regaleira e cerco la visita guidata. Purtroppo quel giorno la facevano solo in lingua portoghese, meglio lasciare stare. Pago allora i 6 euro del biglietto normale. Sono appena entrato in una delle tenute più maestose del Portogallo. La  storia di questa proprietà è piuttosto controversa. Diversi sono stati infatti i proprietari che nei secoli si sono avvicendati, apportando ciascuno dei dettagli. In particolare, fu un magnate del caffè che alla fine dell’800 incaricò l’architetto italiano Luigi Manini di costruirgli un palazzo circondato da un imponente giardino. La prima cosa che si avverte è la sensazione di freschezza. Dopo aver camminato sotto il sole entrare qui dona un piacevole contrasto. Alberi imponenti, piante, fiori colorati e fontane arabesche si intervallano per ettari. Vorrei poter dire di provare anche una sensazione di pace, ma la gente che mi passa attorno  e scatta foto in maniera compulsiva non mi permette di farlo. E’ tutto così preciso ed elegante.

torretta_giardino_sintra

In un lato del perimetro sono costruite delle torrette a spirale, dove è possibile salire e ammirare la vallata. Ma è un’altra la cosa curiosa della quale vi voglio parlare. Sono all’interno del giardino che passeggio quando viene richiamata la mia attenzione. Poco prima avevo visto una famiglia di tedeschi osservare una specie di pozzo e un istante dopo scomparire. Mi affaccio e me li ritrovo qualche metro più in basso mentre stavano facendo delle foto proprio nella mia direzione.Decido allora di scendere anch’io. Percorrendo una ripida scalinata a chiocciola mi ritrovo poco dopo nel fondo. Sono a circa una ventina di metri sottoterra all’interno di un tunnel piuttosto basso.È completamente buio, non ci sono più nemmeno i tedeschi, e dal soffitto gocciola dell’acqua.Grazie alla torcia del telefono mi faccio strada. Incrocio qualche altro turista provenire dalla direzione opposta alla mia.Non mi rendo conto di quanta strada abbia percorso. Ad un certo punto davanti a me si apre un bivio. Al primo tentativo finisco dinnanzi ad una bella cascata con uno stagno situato sotto al livello del parco. Decido allora di tornare indietro e prendere l’altra strada. Dopo poco arrivo ad un’altra scalinata a chiocciola. Questa costruzione è stata fatta proprio nei minimi dettagli. Ma tutto questo, a cosa sarà servito? Decido di risalire. Dinanzi a me un’enorme laghetto artificiale con tanto di ninfee, papere e cigni. Chiedo a una passante e capisco di trovarmi dalla parte opposta del parco. Mi sono immaginato che questo passaggio potesse rappresentare un rifugio di sicurezza.

Passaggio_Sintra_2

Invece no, la storia racconta ben altro. Pare infatti che in questi sotterranei venissero attuate pratiche esoteriche e alchemiche molto in voga nel passato. Un modo geniale per non farsi scoprire. Beh, questo alone di mistero non fa altro che impreziosire la mia visita.Per concludere entro nel  palazzo dove i proprietari erano soliti soggiornare durante le vacanze estive. Beh, la parola d’ordine è una: Accuratezza. Già le statue poste all’ingresso creano di per sè un’atmosfera a dir poco regale. Poi le scalinate, i mattoni a vista e le guglie. Quando una situazione mi piace lascio spesso andare l’immaginazione. Pensate ai coniugi Carvalho Monteiro, quelli del caffè. Baffo arricciato per lui, bombetta e lente monocolare. Ombrellino bianco di seta per lei, abito ricamato e collana in madreperla. Servitù che si spreca tra cui l’assistente della signora rigorosamente in sovrappeso. Si, deve proprio essere andata cosi!

Reggia_Sintra_Statua

Saluto Quinta de Regaleira e la ringrazio per l’atmosfera che mi ha fatto respirare. Al castello poi sono andato.Posto in cima alla montagna, con maestosa imponenza invita tutti a salire. Per arrivarci è necessaria una bella camminata di una quarantina di minuti. Come premio la miglior vista di tutto il circondario. Se siete fortunati riuscirete a vedere sino all’oceano. È inutile che vi consigli di venire a visitare Sintra, lo avete già capito. Vi dó solo un’indicazione: mettete scarpe comode. Ho incrociato decine di persone, specialmente del nord Europa, camminare per lunghe salite rocciose in infradito. Nulla di più massacrante. Incuriosito mi sono messo alla ricerca del tedesco indossante la combo sandalo e calzino bianco. Purtroppo questa volta non sono riuscito a scovarlo!.

Se fosse Sintra?

Colore: Verde
Frutto: Dattero
Accessorio: Binocolo
Canzone: Labyrinth (Elisa)
Animale: Riccio
Genere musicale: Valzer

 

 

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