Tutto quello che ho capito sul Portogallo

Che poi in fondo la durata non è fondamentale (in materia di viaggi eh!). Perchè si può restare per anni nello stesso posto senza conoscerlo a fondo. Così come nelle relazioni. Vi è mai capitato di rendervi conto un bel giorno che di un amico o un collega (resto volutamente fuori da rapporti più profondi) ignoravate dei passaggi importanti della sua vita o della sua personalità? A me è capitato. E vi confesso che non è affatto piacevole. Mi è sembrato come di aver perso tanto tempo inutilmente restando in superficie. Una buona dose di responsabilità è sempre stata la mia. Ho sempre avuto un persistente timore nell’andare a fondo delle questioni. Come se ci fosse una linea di rispetto da non dover mai valicare. E pensare che volersi bene è tanto facile. Poi si creano delle sovrastrutture con una facilità impressionante. E ora come faccio a tornare a scrivere del Portogallo? Ah si, la conoscenza! Ho passato un mese e mezzo girando in lungo e in largo per questo Paese. Ho cercato di fare attenzione alle sfumature. Non mi soddisfa più conoscere un luogo attraverso le parole di un cameriere o del receptionist d’albergo. Tante persone hanno incrociato la mia strada. A ciascuna ho fatto almeno una domanda sulla terra che li ospitava. Così ho cercato di bilanciare la mia impressione con altri spaccati di vita locale. Vi propongo ora, in maniera semiseria, quello che ho capito sul Portogallo!

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Non hanno un personaggio storico che li rappresenti. Alla domanda “Se ti dico Portogallo quale personaggio famoso ti viene in mente?” migliaia di turisti stranieri hanno dato un’inconfutabile sentenza. Al primo posto si piazza senza dubbio Cristiano Ronaldo. Al secondo posto, è stata anche la mia risposta, Josè Mourinho. Solo una minoranza di turisti edotti ha permesso a Vasco de Gama di occupare la terza posizione.Effettivamente è proprio così. Nonostante abbiano una storia fatta di conquiste, scoperte e commercio nessun personaggio lusitano ha mai iscritto le proprie gesta nella memoria dei più. Per la cronaca i portoghesi sono molto affezionati al generale Humberto Delgado, lo scrittore Fernando Pessoa e la maratoneta Rosa Mota.

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Avete mai sentito il modo di dire “Fare il portoghese“? E’ un termine che si usa quando si trova la maniera di non pagare qualcosa. Diverse sono le ipotesi sulla sua origine. Una è ricollegata alla città di Porto. Qui venne costruita l’imponente torre dei Chierici per opera dell’architetto italiano Niccolò Nasoni. A conclusione dei lavori, pare che i committenti portoghesi abbiano trovato diversi escamotage per non pagare il lavoro del nostro connazionale.

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E’ l’unico Paese, una volta abbandonato lo Stivale, dove puoi fare una buona colazione “all’italiana”. Non volevo crederci. Viaggio da diversi anni e oramai mi sono esercitato ad accantonare la voglia della pasta e caffè in luogo degli usi locali. Poi a Faro ebbi l’apparizione (è un gioco di parole terribile lo so). Un buon Espresso, non troppo alto, abbinato a una delle tante tipologie di croissant e paste che la pasticceria portoghese ha da offrire. Su tutte, ovviamente, Sua Maestà Pastelle de Nata. Sono convinto che rimarrete piacevolmente impressionati. Per non parlare del momento in cui vi recherete alla cassa. In tutto il Portogallo, fatta eccezione di Lisbona, non pagherete mai più di un euro e trenta per entrambe.

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La cucina portoghese è la più affine a quella italiana. Non me ne vorranno gli spagnoli o i greci. Adoro le tapas, un pò meno la salsa tzatziki. Ma devo dire che in Portogallo mi sono davvero sentito a casa. Hanno un carnet ricco di diverse soluzioni per tutti i palati. Come noi, abbinano con gusto verdure fresche a piatti a base di carne e pesce. Ho apprezzato molto diversi pesci dell’Oceano cotti alla griglia che non conoscevo. Per quanto mi riguarda, bocciatissimo il coriandolo, del quale abusano soprattutto nelle zuppe. Il loro simbolo gastronomico è rappresentato dal baccalà. Lo fanno in talmente tanti modi che troverete l’opportunità di assaggiare il piatto che più vi soddisfa. Prendendo a prestito le indicazioni di Niccolò Fabi in “Negozio d’antiquariato” dovrete essere bravi a scegliere il ristorante giusto. Lungo le vie principali, specialmente nelle grandi città, i piatti proposti sono una scarsa imitazione a disposizione di turisti frettolosi.

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Le case dei portoghesi sono piuttosto fatiscenti. Non è una questione di qualche quartiere. Vi capiterà sovente di imbattervi in abitazioni trascurate e con intonaci cadenti. Inizialmente pensavo fosse una questione economica. Hanno subito una violenta crisi  ancor prima dell’Italia e il loro tessuto economico sicuramente è meno solido del nostro. Credo però non sia questa la risposta giusta.Qualcuno mi ha detto essere un problema dovuto alla legge sulle successioni. Viene tutto destinato in blocco agli eredi che, per non avere dispute familiari, lasciano tutto così com’è. Io credo invece alla corrente che vuole questo atteggiamento come un fatto culturale. Noi italiani teniamo all’immagine, è inutile nasconderlo. Un bel giardino verde, per chi se lo può permettere, e una casa ben curata all’esterno. Per non parlare poi di come teniamo a fare bella figura in occasione di grandi eventi. I portoghesi sotto questo punto di vista sono molto più “noncuranti”. Questa loro indifferenza estetica si ripercuote inevitabilmente anche sulla casa.

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Il cuore è nel Nord.Il Portogallo è semplicemente stupendo. Un lembo di terra così vario e ricco di proposte. Tutte le attenzioni sono rivolte a Sud, in Algarve. E come non essere d’accordo. Spiagge, vita notturna, surf, parchi naturali e tramonti da capogiro.Lisbona e Porto sono due grandi città che non sembrano tali. Rappresentano un ricettore di culture e tradizioni diverse in un ambiente tranquillo e ordinato.Per chi ha sete di autenticità, di racconti sui tempi che furono, di sorrisi timidi e un pó imbarazzati, senza dubbio il Nord del Portogallo saprà regalarvi quello che cercate. Gli adulti vi racconteranno dell’accordo di indipendenza sottoscritto a Guimares. Di quando l’Algarve era una regione autonoma che nulla aveva a che fare con loro. Piccoli borghi, parchi e feste di paese a ritmo di fisarmonica faranno il resto.

Il mio più grande rimpianto? Sicuramente l’Alentejo! Si tratta della regione compresa tra Algarve e distretto di Lisbona. Tutti i portoghesi che ho incontrato me l’hanno raccontata come il loro “angolo di paradiso”. Dove la natura incontaminata la fa da padrone. Spostandomi in pullman ho potuto apprezzare solo il litorale, tra tutti il paese di Sines.

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Il ricordo più bello? Lo lego alla città di Porto. Un’atmosfera unica, ottima compagnia, un saliscendi faticoso per le vie della città, la leggerezza di essere di passaggio, gli artisti di strada.

Ora la rotta seguirà un’altra direzione..il tanto sognato Sudamerica!

Oh, ma sono anche su Facebook! Video, foto e impressioni vagabonde le potete trovare nella pagina Segirovagandoio.

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