Lavoro mentre viaggio..ma dici davvero?

ATTENZIONE!! La lettura di questo articolo è altamente sconsigliata a fiscalisti, garanti del diritto e del facciamo le cose come si deve. Consiglio invece a sognatori, amanti del SI PUO’ FARE e del PERCHE’ NO, di perdersi con il sorriso tra queste righe. Che vi piaccia o no siamo totalmente immersi nella sharing economy. La crisi globale e l’attenzione ad evitare il superfluo hanno portato alla nascita di grandi colossi della condivisione mondiale. Oramai si condivide tutto: un divano, la macchina, le case e addirittura le barche. Tutto questo ha creato nuove opportunità, una mobilità più economica e la scoperta di un misterioso compagno chiamato Mondo. Si perchè prima di affrontare un viaggio il nostro cervello codifica sempre la stessa frase: “Costa troppo, non me lo posso permettere!”. Mi immagino una riunione sindacale dei neuroni mentre si interrogano preoccupati sul futuro del proprio mestiere. Si perchè ora non ci sono più scuse:  Viaggiare a lungo è possibile, in maniera facile ed economica. Viaggiare per me rappresenta mescolarsi con una nuova cultura, mangiare e parlare insieme, confrontarsi e inevitabilmente..aprire la mente. Sono ormai tante le opportunità per poter lavorare per brevi periodi di tempo in cambio di vitto e alloggio. I siti più famosi sono su tutti Workaway, Helpx e il neonato Worldpackers. Il gioco è semplice. Pagando un feed d’ingresso avrete accesso a tutta la banca dati mondiale di realtà offerenti queste opportunità. Le più frequenti riguardano farm, progetti di agricoltura sostenibile e ostelli. Ci sono poi tante persone che necessitano di aiuto per avviare attività o per piccoli lavori quotidiani.

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La farm di Trubschachen – Svizzera tedesca

Il minimo comun denominatore è questo: mezza giornata di lavoro per quattro o cinque giorni settimanali in cambio di una camera dove dormire e dei pasti per tutta la settimana. In poco tempo viaggiatori di tutto il mondo hanno approfittato di questa meravigliosa opportunità per spendere lunghi periodi di viaggio risparmiando e vivendo un’esperienza unica. Non ci sono leggi al momento che regolano questo scambio. Si basa tutto su un compromesso verbale tra le parti. Io lavoro per te (spesso senza esserne qualificato) e tu mi ospiti mettendo a disposizione degli spazi adeguati per il mio soggiorno. Si tratta a mio avviso di un accordo, interrompibile in ogni momento, senza che altri ci mettano le mani sopra per legiferare inutili e costosi iter burocratici. Spesso per alcuni host, in primis gli ostelli, è un notevole risparmio di denaro. Vi posso però garantire che per un viaggiatore zaino in spalla è un’opportunità altrettanto imperdibile. Prima di raccontarvi brevemente le mie esperienze ecco qualche consiglio:

  • Fate un’assicurazione personale di viaggio. Molti host la richiedono e in ogni caso è una tutela che vi farà lavorare molto più serenamente.
  • Contattate solo gli host che già tengono recensioni positive. Questo è solo un mio personalissimo punto di vista. Se siete alle prime armi e poco abituati a questo tipo di esperienze, leggere il commento di chi è stato prima di voi vi aiuterà a rompere il ghiaccio.
  • Contattate l’host e siate chiari nelle vostre intenzioni. Anche se non retribuito si parla pur sempre di lavoro. Prima di partire risolvete ogni dubbio, soprattutto quelli in merito all’orario e alla vostra sistemazione.
  • Non fate l’errore di sentirvi come a casa vostra. La maggior parte degli host che vi riceveranno sono abituati ad avere viaggiatori stranieri in giro per casa. Fa parte del gioco e dello scambio internazionale che molti cercano. Ricordate però sempre di non approfittare troppo di tanta disponibilità. Una volta fatto il vostro lavoro avrete tutto il tempo per rilassarvi o di partire alla scoperta dei dintorni.
  • Domandate al vostro host curiosità e informazioni per scoprire i posti più insoliti e meno turistici delle vicinanze.
  • Quasi tutti gli host tengono un libro dote tutti gli helper lasciano un saluto. Se non lo trovate..perchè non crearne uno voi?
  • Al termine del viaggio ricordatevi sempre di lasciare un feedback sul vostro host. Aiuterà sicuramente qualche altro viaggiatore in cerca in partenza.

Nei tre articoli che seguono vi racconto le emozioni che ho provato nel ruolo di giardiniere in Svizzera e Olanda:

https://segirovagandoio.com/2015/09/18/lelogio-della-lentezza/

https://segirovagandoio.com/2015/10/26/tutte-le-strade-portano-a-roma/

https://segirovagandoio.com/2015/09/11/me-damander-si-je-suis-heureux/#more-129

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Il team di lavoro con Nadia – Bruxelles

In questo momento mi trovo in Argentina, a San Carlos de Bariloche. Dopo nove mesi di vagabonding in giro per il Sudamerica avevo la necessita di fermarmi per un tempo. Io utilizzo la piattaforma di Helpx. Pagando venti euro ho per due anni l’accesso alla loro banca dati mondiale. Fu così che quando mi trovavo a Ushuaia, la città più a sud del mondo, cercai qualche soluzione di lavoro che rapisse la mia attenzione. Mi sono imbattuto nell’Hostel Achalay di Bariloche, una località turistica molto conosciuta per i trekking estivi e lo sci invernale. Lavoro su quattro turni da otto ore ciascuno. In questo modo ho tre giorni liberi di seguito che utilizzo spesso per fare escursioni o semplici passeggiate lungo il Lago Nahuel Huapi. Già dalle recensioni mi era arrivato chiaro un messaggio: Achalay non era solo un semplice ostello, ma una famiglia. Al mio arrivo sono stato abbracciato da tutti i colleghi e coinvolto in una cena tutti insieme. Il lavoro in reception è articolato, ho dovuto investire alcuni giorni per capirne bene il funzionamento. Ora mi diverto ad accogliere i turisti, illustrare loro i possibili tour e risolvere piccole problematiche. Ogni giorno prepariamo il pane e la marmellata. Piccole attenzioni, piccoli gesti che credo facciano la differenza. Con Pablo e Florencia, i due titolari, c’è stato da subito un buon feeling. Adesso Pablo, ultras sfegatato del Boca Jr, mi vuole portare con lui a Buenos Aires a vedere una partita nella storica Bombonera..ovviamente non vedo l’ora! E’ la prima volta che mi fermo per così tanto tempo.

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La mia prima esperienza in un ostello – Bariloche

Il lavoro in ostello richiede una permanenza minima di almeno un mese. Niente di più giusto, considerato il fatto che si lavora a contatto con le persone in un ambiente totalmente nuovo. Sono arrivato qui pensando di riposarmi e staccare la spina. Mi sto accorgendo invece di stare viaggiando molto di più di quanto fatto negli ultimi nove mesi. Il mio punto di vista messo a confronto con quello di decine di viaggiatori. Su tutti i miei colleghi, storie di vita controcorrente come la mia che mi stanno facendo molto riflettere.
Ora che hai capito che si può fare dimmi, da quale destinazione inizierai il tuo prossimo viaggio?.

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