Essere un italiano in Argentina

Non sò perchè ma sono sempre stato attratto dall’Argentina. Sarà per i calciatori che giocavano nel nostro campionato, spesso un concentrato di grinta e tenacia. Sarà per la curiosità di vedere sulla cartina geografica un Paese grande quanto un continente. O forse per la parola Patagonia, che riecheggiava nelle mie orecchie e con la mente mi portava alle zone più a sud del mondo. È giugno dello scorso anno e manca poco alla mia partenza. Un’amica mi fa conoscere alcune coppie di argentini residenti a Faenza che una domenica al mese si ritrovano a mangiare insieme asado, bere mate e rispolverare vecchi aneddoti sulla loro terra lontana. Decido di accettare l’invito. Passiamo più di otto ore a tavola tra chiacchiere e buon cibo. Ognuno dei presenti mi raccontò almeno un aneddoto o il nome di un luogo che non potevo assolutamente perdermi. Ricordo che al momento degli abbracci finali uno di loro mi disse: ” Vedrai che l’Argentina ti incanterà, tutti ti chiameranno Tano e ti porteranno molto rispetto”. Torno a casa incuriosito e tronfio per la maratona culinaria.

[001626]Ora facciamo un salto in avanti a marzo di quest’anno. Mi trovo in un pub di El Calafate, nella Patagonia argentina, bevendo una birra con Agustin, un ragazzo uruguagio che mi ha ospitato per un paio di giorni, e tre ragazze francesi in vacanza. A un certo punto si uniscono alla conversazione due uomini che scopriremo poi essere due guide al ghiacciaio Perito Moreno. Uno dei due, probabilmente accortosi del mio accento poco spagnolo, mi chiede da dove provenissi. Alla mia risposta allarga le braccia e dice: “Ma ciao bambino, io parenti Puglia!“. Prima che facessi in tempo a dire qualcosa emette un fischio verso un amico: “Jorge vieni qua che c’è un Tano”. Jorge inizia subito a raccontarmi la storia dei suoi bisnonni marchigiani e in men che non si dica organizza con i colleghi per il sabato seguente un pranzo di asado in mio onore. “Perchè tu Tano Mati un asado buono come lo cuciniamo noi non lo hai provato in nessuna parte del mondo”. Sentirò ripetere questa frase da diverse persone lungo il mio viaggio.

IMG_9410Io non ero assolutamente a conoscenza della forte immigrazione italiana avvenuta in Argentina a seguito delle due guerre mondiali. Si stima infatti che il cinquanta per cento della popolazione argentina attuale abbia “sangue” italiano. Ovvero che almeno un discendente diretto della loro famiglia provenga dal nostro Paese. C’è da dire poi che questo rispetto i nostri connazionali se lo sono guadagnato mettendosi subito al lavoro e trasmettendo diverse tecniche in particolare nel settore agricolo, artigiano e ovviamente della ristorazione. Dovete sapere poi che in occasione del conflitto tra Argentina e Inghilterra per il dominio delle Isole Malvinas (o Falkland a seconda dell’interlocutore) l’allora Presidente Pertini fu uno dei pochi rappresentanti di Stato mondiali a schierarsi dalla parte biancoceleste.

17201116_1376948455712882_7523519122164542636_nMa proseguiamo con la storia. Passai duecento chilometri e le due frontiere che dividono le città di Santiago del Cile e Mendoza in compagnia del signor Ugo Di Giuseppe, di nonni siciliani, gentilmente fermatosi alla mia richiesta di autostop. Arrivati a Mendoza si accosta con la macchina a lato di una strada oggetto di manutenzione con gli operai al lavoro. Non ci accorgiamo della presenza di un poliziotto che si dirige verso di noi con il taccuino delle multe pronto all’uso. Ugo tira giù il finestrino e dice: “Mi scusi agente, lascio qui il Tano e me ne vado subito”. Il poliziotto cambia immediatamente lo sguardo arricciato in un sorriso e guardandomi risponde: “Non si preoccupi, benvenuto nella nostra città”.

IMG_9677Essere italiano in Argentina è molto divertente e ti apre delle possibilità di socializzazione che altrimenti dovresti conquistarti con più fatica. Ti ritrovi davanti a un’opportunità.
Essere un italiano in Argentina presenta a mio avviso questi vantaggi:

  • Verrete coinvolti in piacevoli conversazioni riguardo alle origini italiane di chi vi sta parlando, venendo alla conoscenza di alcune piccole frazioni della bassa Lucania o del Trevigiano delle quali ignoravate bellamente l’esistenza. A volte sono io che inizio chiedendo il paese di origine dei bisnonni. Conoscere una diversa cultura, diverse tradizioni, partendo da ciò che più ci accomuna.
  • Se lo vorrete riceverete facilmente ospitalità. È probabile che ci metta anche del mio. Se in tutto il Sudamerica sto ricevendo tanto affetto gratuito, anche solo per mangiare qualcosa e fare quattro chiacchiere, in Argentina l’essere italiano ti fa sentire come a casa. Genera curiosità e fa riaffiorare il ricordo di radici che molti non hanno ancora avuto l’occasione di poter conoscere.
  • La cucina argentina è la più simile alla nostra cultura gastronomica. Troverete facilmente ottima pasta, pizza, pane e uno dei vini più apprezzati del continente latinoamericano. Parola di viaggiatore che dopo mesi ha ritrovato finalmente il sorriso a tavola! Se poi siete dei barbeque lover beh, benvenuti in Paradiso! L’asado è quello che chiamiamo più comunemente grigliata, con la differenza che gli argentini sono soliti grigliare tutte le parti di una mucca (prorio tutte). L’argentino medio non può vivere senza carne (venivo preso in giro quando preparavo un’insalata mista) e mangia asado almeno una volta alla settimana, soprattutto alla domenica quando la famiglia si riunisce.

Sono poche a mio avviso invece le “controindicazioni” che ci portiamo dietro:

  • Verrete subito considerati dei cuochi professionisti. Le persone che incontrerete si aspetteranno da voi una produzione incessante di impasti, ragù e ottimi dolci. Io sono uno di quelli che cucina per sopravvivere. Sono orgoglioso dei miglioramenti ottenuti in cucina e devo dire che negli altri Paesi sudamericani ho spesso “fatto il bello” cucinando qualche piatto semplice ma dal risultato ai loro occhi sorprendente. In Argentina non è possibile! Sono tutti molto bravi e abituati a cucinare che dovrete inventare qualcosa di nuovo per calmare il dilagare di incessanti richieste.
  • L’Italia è considerata la capitale mondiale della Moda. Vi guarderanno tutti con curiosità in attesa che sfoggiate qualche nuovo capo di abbigliamento o un nuovo taglio di capelli che possa fare tendenza.
  • La “puteada” argentina, ovvero il fitto vocabolario di parolacce e gestualità è chiaramente di origine italiana. Il Sudamericano è per definizione una persona molto garbata a parole eccezion fatta per l’argentino che se vuole non perderà tempo nell’indicarvi la direzione che porta rapidi “a quel paese”.

L’Argentina è qualcosa di così immenso e affascinante che non merita di essere racchiuso in una definizione. Ad ogni modo, sono felice di poterla scoprire guardandola con gli occhi di un Tano.

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