Buenos Aires E’VITA

Qualche giorno fa Lele, un mio grande amico, mi scrive dall’Italia inviandomi il link a un video andato in onda su Le Iene. Parlava del fenomeno del Paco, una droga chimica molto economica e letale utilizzata dalla gente povera di Buenos Aires. Si parlava di interi quartieri presi a ostaggio da queste persone che vivono per strada senza che la polizia possa neanche entrare. I commenti a questo video erano tutti uguali. Ragazze che taggavano i loro fidanzati dicendo “Dove hai detto che mi volevi portare?”. Gente indignata di come si potesse vivere in questo modo in Sudamerica, sciorinando lezioni di civiltà e individuando gli errori commessi dalla Storia.

IMG_3735.JPGIo ero appena tornato da un giro solitario della città. Ero felice. Avevo gli occhi pieni di colori, di gente che rideva per le strade, bambini che giocavano al parco e di tante scene di normale quotidianità. Piuttosto avvilito prendo il telefono e chiamo Alejandra, un’amica che da sempre vive a Buenos Aires. Mi ha parlato a lungo di questo Paco e di come l’inflazione degli ultimi cinque anni abbia completamente stravolto e a volte ucciso la vita di molte persone indigenti. La vita di quartiere, ben shakerata con la disperazione, a volte ti lascia ben poche opportunità. Buenos Aires è però un’altra cosa.

IMG_3800.JPGNon avevo mai vissuto così da vicino come l’informazione possa condizionare facilmente un’opinione. Un punto di vista doveroso per carità. Non è giusto nascondere” la polvere sotto al tappeto” facendo finta di niente. I probemi ci sono dappertutto. Figuriamoci in una città di oltre tredici milioni di abitanti. Ma Buenos Aires è un’altra cosa. Specialmente per chi viaggia e desidera capire cosa si trova dentro ad una delle più grandi e antiche metropoli sudamericane.

IMG_3799.JPGBuenos Aires è il quartiere di Santelmo, dove si sviluppò la città. Palazzi di differenti stili architettonici si alternano a vecchi edifici e a murales. Il cuore di Buenos Aires prende vita di domenica. Centinaia di ragazzi ballano per strada al ritmo di tamburi e percussioni, una lunga feria artigianale richiama turisti da tutto il mondo. In una piazzetta nascosta decine di coppie si lasciano trasportare dalle romantiche melodie del Tango. Santelmo ha un volto naif, ben differente dai pub e dalla vita notturna del quartiere Palermo. Il centro di Buenos Aires è come un’anziana signora che nonostante il tempo scorra inesorabile non rinuncia a farsi bella per le persone che decidono di farle visita.

IMG_3803.JPGE’ facile riconoscere le influenze internazionali che sono confluite qui. Il palazzo del Congresso è chiaramente ispirato alla Casa Bianca di Washington. La Cattedrale di stile romanico porta dodici colonne giganti in riferimento agli altrettanti apostoli. Per non parlare poi della lunga Avenida de Mayo, di versalliana memoria, che termina nella maestosa Casa Rosada.
Buenos Aires è una discussione di politica. Adoro questo lato degli argentini. Nei loro cuori arde un forte sentimento nazionalista. Oltre alle immancabili manifestazioni sarà facile incontrare per strada persone di tutte le età parlare animatamente di politica. Durante un free walking tour del centro siamo stati interrotti la prima volta da un ragazzo in bicicletta che ineggiava a Peron, personaggio che ha guidato la vita politica del Paese per decine di anni da prima della Seconda Guerra Mondiale. A Buenos Aires incontrerete due fazioni: I Peronisti e gli Anti Peronisti. Mentre la Guida ci stava spiegando la storia di un edificio si intromette nella conversazione un uomo piuttosto imbufalito.

IMG_3805.JPGRecriminava alla malcapitata guida di aver omesso che un incidente ferroviario avvenuto qualche anno fa che provocò cinquantadue vittime fosse tutta colpa di Cristina De Kirchner,  la ex premier, colpevole di aver tagliato drasticamente i fondi per la manutenzione ferroviaria. Si accoda alla conversazione un altro uomo che sosteneva Cristina. I due finiscono per allontanarsi continuando un’accesa discussione. Buenos Aires è anche questo. Un forte riflesso politico e sociale vissuto e alimentato da tutte le fascie sociali e d’età. Bueno Aires è la storia di Evita Peron. La moglie del premier entrata nei cuori di tutti gli argentini. Mi hanno raccontato di una lunga fila di persone che aspettava di essere ricevuta dalla stessa Evita in persona, a capo di una Fondazione in aiuto dei più poveri. La mamma di un’amica conserva gelosamente una bambola, l’unico gioco della sua infanzia, regatole appunto da Evita.

IMG_3797Buenos Aires non dorme, non ne vuole sapere. Questa sua profonda radice internazionale viene fuori  ogni notte sottoforma di eventi artistici di differente estrazione. Buenos Aires è un rock datato. Anni Ottanta è bello. Le melodie di Gustavo Cerrati d Soda Stereo e Luca Prodan di Sumo continuano incessantemente a scandire le giornate di migliaia di argentini. Tutta la bellezza di questa città si racchiude poi nell’antica arte del  Tango. Che incanto. Auguro a tutti di vivere almeno una volta l’atmosfera di una milonga portena. Il tango è un incrocio di passi e movimenti suavi. Ma soprattutto è complicità. La donna appoggia la propria fronte sul volto del partner. Tenendosi ben stretta a lui si lascia trasportare nel ritmo.

IMG_3627.JPGE’ un invito a perdersi tra le note di una musica spesso malinconica. Un arte quella del Tango che nasce dai bassifondi, si pensa dagli incontri tra schiavi africani prima e tra immigrati europei poi. Questo suo carattere suburbano fa del Tango un ballo per tutti. Non amo particolarmente le capitali sudamericane. E’ tutto troppo, una confusione alla quale un ragazzo di periferia come me si stanca facilmente.Con Buenos Aires  non è stato così. E’ una città complicata, frettolosa, ma che vivendola con attenzione mi ha completamente rapito.

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