I semi della speranza in Colombia

La prima volta che arrivai in Colombia avevo “montati” gli occhi di un occidentale. E allora giù di confronti: “Ah, è come l’Italia negli anni ’60”. Famiglie numerosissime, gli amici che si danno del Lei tra loro, l’anziano che spinge il carretto dei gelati suonando una campanella, feste paesane con fisarmonica, “che problema hai per non avere figli dopo i 30 anni” (ma forse questa è un’argomentazione internazionale). Le culture sono differenti e basta. I paragoni non sussistono, cadono come un castello di carte al primo spiffero d’aria. Invece è un errore che facciamo troppo spesso. Quello di uscire fisicamente dai nostri confini territoriali ma di non renderci conto di dove stiamo realmente andando.

totalone 01 nov 2016 1184La Colombia ha un passato tenebroso. Con la violenza sono stati soggiogati i sogni di intere generazioni. Il clima tropicale favorisce la coltivazione di una pianta dalla quale si produce una droga, la cocaina, il cui controllo del mercato annebbia la ragione e seminava morte. Dimenticatevi Narcos e annoiati uomini coi baffi che legano con banconote altrettante migliaia di banconote. Quello che troverete saranno solo tour confezionati nella città di Medellin o un giro in barca in una delle vecchie e sontuose ville di Escobar di fronte a El Peñol di Guatapè. Fate il vostro giro e poi dimenticatevene rapidamente. Perchè la Colombia è cambiata. Non è stata la firma di un accordo di pace a farlo. E’ un processo lento, educativo, che è in corso già da anni. C’è una generazione studentesca pronta a dire la sua. Preparata, con una conoscenza del panorama economico e politico mondiale che mi ha letteralmente spiazzato. Sappiamo tutti nel nostro piccolo che l’abitudine può generare danni. Plasma la mente, ti fa vedere normale e giusto quello che agli occhi degli altri proprio non lo è. I colombiani sono persone assurde! Hanno subito cinquant’anni di guerra e violenze, niente di più facile per entrare nell’effetto “cane randagio”. Diventare cioè persone scontrose, diffidenti e facilmente irritabili. Invece no, hanno rotto pure questo pregiudizio. Si respira curiosità, forte interesse nel conoscere culture straniere con le quali confrontarsi e tanta leggerezza. In Colombia ora è tempo di progetti. Giovani cresciuti pensando giorno per giorno a come sopravvivere ora si ritrovano con speranza a pianificare il proprio futuro. Sono questi piccoli semi che arricchiscono un patrimonio naturale e sociale già meravigliosamente unico. Anch’io mi sono imbattuto davanti a dei semi di speranza. E’ stato un incontro casuale, fatto su una pagina internet ancora prima di arrivare in Colombia per la prima volta. Avevo paura lo ammetto, ma la decisione di lasciarmi andare (esercizio che ripeterò poi spesso) fu una delle scelte migliori fatte in questo viaggio. Ricordo ancora chiare le sensazioni.

totalone 01 nov 2016 1238Arrivo in bus e l’autista scarica il mio zaino in una strada polverosa molto vicino a un mercato. Gente che camminava frettolosamente si sommava a venditori ambulanti, persone ai bordi delle strade concentrate a fissare quello straniero dal bagaglio ingombrante. Avevo appena fatto il mio ingresso a La Mesa, una piccola realtà paesana a due ore di bus da Bogotà. E’ curioso come un piccolo centro sia stato chiamato Il Tavolo. Su questo tavolo però è proprio imbadito di tutto. Vecchie tradizioni, frutti tropicali, giovani alla moda, la vita rilassata di paese, il tutto contornato dalle immancabili canzoni di salsa e reaggeton pompate a tutto volume. Ci sono due modi per conoscere il mondo che ci sta attorno. O ci muoviamo e andiamo a conoscerlo personalmente o facciamo in modo che sia lui ad entrare nel nostro quotidiano. Quest ultimo concetto è quello che hanno pensato Ricardo e Jairo quando decisero di aprire The Table Foundation. Non è facile per gli abitanti de La Mesa poter viaggiare. In primis per il cambio del pesos colombiano ma soprattutto per le rigide regole che condizionano la Visa per poter uscire dal Paese. Il loro progetto è un intercambio culturale. I viaggiatori stranieri che arrivano nella loro Fondazione potranno vivere così la vera cultura colombiana, ben lontana dai caotici ritmi della capitale Bogotà. Camminate in meravigliose cornici tropicali e l’incontro coi bambini dei vari collegi per parlare della propria cultura e scambiare qualche chiacchiera in un inglese basico faranno il resto. “In cambio” questi due giovani sognatori chiedono idee, modi di arricchirre di esperienze la loro piccola frazione. Chi mi ha seguito dall’inizio del mio viaggio sà che organizzai due lezioni di pasta fatta in casa. Mi sembrava la maniera più semplice e diretta per far conoscere un pò della tradizione italiana.

totalone 01 nov 2016 1262
Si sono presentate trenta persone di tutte le età munite di mattarello e tanta voglia di imparare. Tagliatelle e cappelletti sono stati l’oggetto di queste due divertenti serate. Non dimenticherò mai il volto commosso di una signora che, venendomi a ringraziare, mi ha detto di essere felice per aver la possibilità di cucinare qualcosa di diverso e buono per i propri figli. Quella Fondazione è un cantiere di progetti ambiziosi e quotidianità. Nella pagina Facebook The Table Foundation potrete conoscere molto di più in merito a questo spaccato di vita sudamericana. Se interessati potrete anche sostenere le loro iniziative donando un piccolo contributo.
Perchè questa non è una serie tv, è solo una bella storia ambientata in Colombia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...